Il Chirugo plastico

   
   
     
 
 

BRACCIA E GLUTEI: LE ULTIME NOTIZIE SUL RIMODELLAMENTO CORPOREO


 

MASTOPLASTICA ADDITIVA: NOVITA' "DUAL PLANE"

 

 
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20/9/2008

PROTESI MAMMARIE IN SILICONE

DICHIARATE SICURE ANCHE NEGLI STATI UNITI

 

Con un’importante decisione presa in questi giorni la FDA (organo che vigila negli Stati Uniti sulla sicurezza dei farmaci e dei dispositivi medicali) ha formalmente avviato la procedura per consentire anche negli Stati Uniti l’utilizzo delle protesi mammarie in gel di silicone a scopo estetico. Tale decisione fa seguito ad una audizione preliminare svoltasi nel mese di Aprile in cui l’FDA ha ottenuto dalla ditte americane INAMED e MENTOR nuovi dati sulla assoluta sicurezza delle protesi mammarie in silicone.

“Questo tipo di protesi - spiega il dr.Gianluca Campiglio, specialista in Chirurgia Plastica a Milano e tra i pochi italiani ad essere membro dell’autorevole Associazione Americana di Chirurgia Plastica Estetica – è già da tempo utilizzato con successo in Italia e nel resto del mondo. Fa piacere sapere che anche un organo di vigilanza e controllo della salute pubblica così prestigioso come l’FDA abbia riconosciuto l’assoluta sicurezza delle protesi mammarie in silicone. Questa decisione sarà senz’altro apprezzata anche dalle migliaia di donne che ogni anno decidono di ritoccare il proprio seno per bellezza o che sono costrette a farlo perché sottoposte a mastectomia. Dati aggiornati per l’Italia non ne esistono ma quelli americani indicano che soltanto nel 2004 circa 350.000 donne si sono sottoposte ad intervento chirurgico di aumento del seno e che altre 62.000 lo hanno fatto dopo tumore”.

Anche negli Stati Uniti quindi come in Italia e nel resto del mondo il chirurgo plastico potrà utilizzare protesi mammarie in silicone per le proprie pazienti. Fino ad oggi infatti i colleghi americani potevano soltanto impiantare protesi mammarie con un guscio di silicone ma ripiene di acqua. Tale modello di protesi presenta però  importanti svantaggi come l’alto rischio di sgonfiaggio che porta ad un seno di volume vistosamente maggiore dell’altro (e quindi alla necessità di un nuovo intervento chirurgico per sostituire la protesi difettata) oppure l’elevata incidenza di pieghe cutanee e palpabilità delle protesi attraverso la pelle. La stessa consistenza al tatto di un seno rifatto con protesi ad acqua era molto più innaturale di quella di un seno in cui era stata impiantata una protesi in silicone. Questi ultimissimi studi confermano quanto  già appurato da anni in Italia e nel resto del mondo ossia che le protesi mammarie ripiene di silicone non solo danno risultati estetici più naturali e soprattutto stabili nel tempo (il rischio di rottura di una protesi moderna di buona marca è infatti molto basso) ma sono anche assolutamente sicure per la salute delle pazienti. Ciò in gran parte è dovuto al nuovo tipo di silicone (altamente coesivo) con cui sono costruite le nuove protesi: questo gel di silicone è molto compatto (“coesivo”) ed anche in caso di rottura della protesi non diffonde all’esterno (in effetti è quasi una specie di spugna più che un vero proprio gel).



6/2/2008

IL NASO LO RIFAREMO CON IL BOTOX

Se ne parla a Milano in un corso teorico-pratico tenuto dal Prof.Mauricio de Maio (Brasile) e organizzato dal Dr.Gianluca Campiglio di Milano.

 

Milano 5 febbraio 2008  Rinoplastica con filler e botulino, sembra questa la sfida che la Chirurgia Plastica lancia per il 2008. Anche se appare chiaro che né i dermal-filler tradizionali né il botox saranno in grado di sostituire l’intervento del bisturi nella correzione di difetti estetici importanti del naso, è possibile grazie all’effetto combinato dei due prodotti modellare quest'area del viso con risultati talvolta molto simili a quelli di una rinoplastica.  Il vantaggio di questa tecnica mini-invasiva è evidente: si evitano un intervento chirurgico e un’anestesia generale e in più, avendo sia la tossina botulinica sia i filler a base di acido ialuronico un effetto temporaneo, è possibile ritoccare in modo diverso il proprio aspetto con il passare del tempo.

 

Questa tecnica sarà al centro del prossimo corso teorico-pratico dal titolo “Tossina Botulinica e Fillers con particolare riguardo all'utilizzo nella regione Nasale” che si svolgerà lunedì  25 febbraio alla Casa di Cura San Pio X di via Nava a Milano sotto l’egida della Fondazione Sanvenero Rosselli. Ospite d'onore sarà il professore Mauricio de Maio di San Paolo del Brasile, considerato un esperto internazionale di queste tecniche. Organizzatore del convegno è il dott. Gianluca Campiglio, chirurgo plastico milanese, nato anch’egli in Brasile e membro dell'American Society for Aesthetic Plastic Surgery, la più importante associazione di Chirurgia estetica del mondo. "L'applicazione è quella classica: - spiega il dottor Campiglio - per il botox si tratta di microiniezioni con cui si rilassano alcuni muscoli del viso mentre per i dermal fillers si sfrutta la loro azione di riempimento e rimodellamento. La novità è proprio la zona di applicazione di queste due tecniche. Fino ad oggi l'uso del botox era limitato al cosiddetto terzo superiore del volto, ossia alla fronte, al sopracciglio e le palpebre. La sua efficacia e la sua sicurezza sono tali che in pochi anni è diventato di gran lunga il trattamento estetico più effettuato al mondo: in meno di 10 minuti è possibile eliminare le rughe della fronte o quelle in mezzo alle sopracciglia o cancellare le zampe di gallina. Oggi è possibile proporre ai nostri pazienti un uso più esteso della tossina botulinica come ad esempio la correzione delle piccole rughe del labbro superiore (note anche come “codice a barre”), degli angoli cadenti della bocca triste o delle pieghe da rilassamento del collo. Con questo corso vedremo anche come botulino e acido ialuronico possono agire a livello del naso dove esistono piccoli muscoli che circondano le cartilagini. Questi muscoli sono responsabili della caduta della punta nasale o di altri piccoli difetti che possono essere trattati con il botox ottenendo così un effetto lifting veloce e senza traumi. I dermal fillers invece, da soli o associati al botulino, vengono utilizzati per riempire difetti del profilo nasale (attenuando o cancellando ad esempio la gobba) o per rimodellare la punta del naso o l’angolo nasolabiale.”

 “In pratica –conclude il dottor Campiglio- non un’alternativa alla rinoplastica chirurgica, che resta la soluzione ideale nella maggior part dei casi, ma uno strumento in più a disposizione del chirurgo plastico per rendere più felici i propri pazienti”



20/6/2007

VOLTO E OCCHI: ULTIME NOVITA’ DALL’AMERICA

 

Si è appena concluso a New York il 40° Congresso dell’ASAPS (American Society of Aesthetic Plastic Surgery),  la più prestigiosa associazione di Chirurghi Plastici Estetici a livello internazionale.  Tra le varie novità presentate in questo convegno vi è l’ultima evoluzione del Lifting 2S ossia “short scar lifting” o in italiano “lifting a cicatrice breve”, un tipo particolare di lifting molto in voga nella high society di New York perché consente di ottenere risultati molto naturali, in tempi molto brevi e con cicatrici ridotte.  Una tecnica che il Dr.Campiglio utilizza già da qualche anno e che adesso presenta ulteriori vantaggi venendo associata al trapianto di grasso (lipostruttura) a livello delle palpebre superiori ed inferiori. Con questa tecnica viene completamente rivoluzionato il modo tradizionale con cui si effettuano le blefaroplastiche (ringiovanimento degli occhi). Oggi sappiamo che un occhio più bello e più giovane non è quello a cui il chirurgo ha semplicemente tolto pelle, muscolo e grasso (spesso trasformandolo in un occhio scavato ed invecchiato) ma in cui i tessuti vengono conservati e riposizionati, eliminando con microinnesti di gasso le occhiaie.



















 
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